Verso la nuova stagione: anche il Milano in Serie A? I gironi di B restano sette

I meneghini pronti a presentare la domanda di ammissione: carte federali alla mano, andrebbero a rilevare il posto della Cogianco che si sta unificando al Latina per una massima divisione a 14. L’ottavo girone cadetto dalla stagione 2018/2019

In Piazzale Flaminio si cominciano già a fare i conti basandosi sui numeri che la stagione 2017/2018 erediterà da quella che è ancora in corso ma che si sta avviando verso l’epilogo. Non occorrerà essere esperti matematici oppure novelli Nostradamus: la prossima annata agonistica, la prima che partirà sotto l’egida della presidenza Montemurro regalerà il ”tutto esaurito” nelle tre categorie nazionali maschili. Nessun condizionale tra le nostre parole: le cifre, già di prim’acchitto, fanno intendere che le centoquaranta unità previste per vedere ai nastri di partenza tutti i gironi (uno di A, due di A/2 e sette di B) al gran completo ci saranno.

La Serie A edizione 2017/2018 finalmente tornerà… all’antico. Saranno tutte occupate le quattordici caselle e la novità sarà verosimilmente il Milano, destinato a entrare tra le grandi del nostro futsal dalla finestra ma – aggiungiamo noi – a pieno titolo. La squadra di Sau quest’anno è stata un po’ il Bartali del calcio a cinque: secondo posto in Coppa Italia, secondo posto nel girone A, secondo posto nei play-off. Ma a quanto pare, se le intenzioni iniziali di Dino Pace e dei suoi paladini, intenzionati a sfruttare il ripescaggio, sembravano stessero lasciando il posto ad un ripensamento mirato a conquistare la massima serie vincendo sul campo, pare che adesso il tiro sia stato ulteriormente corretto e le possibilità che il Milano presenti la domanda per giocare in Serie A il prossimo anno sono lievitate in maniera considerevole dopo la comunque applaudita performance nei play-off persi solamente per mano di una Feldi Eboli strepitosa.

Perché questo? Molto semplice. L’unione tra Latina e Cioli Cogianco è praticamente in dirittura d’arrivo. Il titolo dei genzanesi è appetito dalla cordata di imprenditori ascolani che recentemente si è presentata sulla scena brandendo lo slogan ”riportiamo il grande futsal al PalaSavelli”. I rappresentanti di questa cordata si sono presentati in Divisione esponendo il loro progetto, che le carte federali, però, possono bocciare in quanto il criterio della contiguità territoriale invocato per il trasferimento di un titolo sportivo da un comune ad un altro sarebbe invalidato dalla grande distanza intercorrente tra le sedi oggetto, appunto, dello spostamento di sede. Su questo si dovrà comunque pronunciare l’Ufficio Legale della Lega Nazionale Dilettanti al quale la Divisione sottoporrà la proposta formalizzata dalla cordata marchigiana: insomma, tutto è da capire, anche se, allo stato attuale delle cose, in virtù dei regolamenti federali vigenti, il posto che resterebbe vacante nell’organico della Serie A 2017/2018 verrà con ogni probabilità assegnato tramite ripescaggio. E se il Milano presenterà la sua domanda godrà certamente del beneficio, visto che la Futsal Isola, sconfitta nel play-out della massima serie, ha già declinato la possibilità di chiedere la reintegrazione in Serie A.

La prossima A/2 non cambierà di una virgola a livello numerico. Anzi, se il Milano dovesse salire in A ci sarà sicuramente posto per la perdente della finale dei play-off cadetti: comunque sia, il roster della seconda divisione sarà di ventotto unità e quello della Serie B di novantotto. Serie B che verrà nuovamente articolata su sette gironi da quattordici squadre ciascuno: il presidente Montemurro ha confermato quanto da noi affermato a suo tempo, ossia che occorre il placet del Direttivo della Lega Dilettanti per poter procedere alla composizione di un ottavo concentramento di Serie B, la cui costituzione verrà indetta con il comunicato numero 1 e, di fatto, verrà attuato a partire dalla stagione 2018/2019.

Come reperire le squadre occorrenti per comporlo? Anche questa è una domanda elementare: basterà ridurre le retrocessioni nei regionali dalle venticinque dell’ultima stagione a quattordici, senza neanche avere necessità di cancellare il secondo turno dei play-off di Serie C, anzi, si andrebbe addirittura oltre quanto effettivamente serva, considerando il diritto che acquisisce anche la vincitrice della Coppa Italia di categoria.

Una cosa è certa: i numeri ci sono e sono anche abbondanti. Un motivo in più per credere che lo stato di salute del nostro calcio a cinque sia in netto e costante miglioramento.

 

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